The Brain Tuning





 

Il progetto "BRAIN TUNING" è stato creato con la finalità di studiare il cervello musicale attraverso sei gruppi di ricerca in Europa e in Canada, nel periodo 2006-2009. In Italia gli studi sono stati effettuati presso l'Ospedale S. Raffaele di Milano ad opera di un gruppo di ricercatori guidati dai dott. Daniela Perani e Danilo Spada. BRAIN TUNING si è caratterizzato per le indagini scientifiche sul potenziale della musica nello sviluppo del cervello umano e sul rapporto tra emozioni, struttura musicale e performances musicali.

La tesi di fondo è che la musica sia un'esperienza fondamentale per lo sviluppo del bambino: il training musicale migliora con la processazione della musica stessa, ma migliora anche le altre funzioni cognitive. In sintesi: fare musica migliora il cervello!

I ricercatori italiani hanno infatti dimostrato che esiste una notevole diversità tra la corteccia cerebrale musicale e quella non musicale, affermando che la pratica musicale rende il cervello plastico. Essa, consequenzialmente al caratteristico effetto pervasivo sull'abilità del sistema nervoso di elaborazione dei suoni e delle immagini, può favorire un miglioramento della comunicazione verbale e addirittura agevolare il superamento di problemi di linguaggio. Ricercatori americani della Northwestern University hanno evidenziato sperimentalmente gli effetti benefici della pratica musicale, mappando la risposta multisensoriale del cervello di gruppi di bambini, dimostrandone così la stretta correlazione con la vivacità cerebrale e, seppur indirettamente, con le abilità linguistiche controllate dalla stessa parte di materia grigia.

Esiste una differenza di connettività tra il cervello del bambino musicista e quello del non-musicista: la pratica musicale infatti è una delle poche attività umane che determinano l'attivazione di entrambi gli emisferi cerebrali, questo perchè la musica, essendo composta da diverse funzioni non può essere localizzata in un unico emisfero. Nella fattispecie, con la pratica musicale, viene attivata l'area di Broka, situata nell'emisfero sinistro (che è quella preposta al linguaggio e processa più velocemente, perchè più irrorata) e l'area propriamente deputata alla musica, situata esattamente in modo simmetrico, ma nell'emisfero destro (che processa più lentamente, essendo meno irrorata). Le funzioni della prima sono coinvolte nell'elaborazione del linguaggio e nella comprensione, mentre quelle della seconda risultano perfette per l'elaborazione del ritmo, della melodia, della prosodia, delle differenze spettrali... Non serve essere un musicista professionista: la pratica musicale risulta utilissima ed efficace per lo sviluppo neuronale, comunque.

La ricerca neuroscientifica cognitiva ha dimostrato come l'uomo sia accreditato di una intelligenza sociale che è da ricondurre sostanzialmente all'accessibilità diretta al mondo degli altri: ogni azione individuale, ogni emozione, ogni gesto, acquisisce significato in virtù della sua condivisione. Gli studi hanno messo in evidenza che esiste un meccanismo neurale che importa nel cervello dell'osservatore la rappresentazione delle azioni altrui grazie ad un sistema di neuroni specchio:  e a dire ...si impara per riconoscimento, per condivisione simulata delle esperienze. Tali neuroni specchio, che sono alla base dei meccanismi imitativi, sono primariamente deputati al riconoscimento ed alla comprensione del significato degli eventi motori,  cioè delle azioni degli altri. L'atto di osservare un'azione produce in colui che guarda l'automatica attivazione del medesimo meccanismo neurale attivo in costanza di esecuzione dell'azione altrui. E' stato dimostrato che se un soggetto tetraplegico guarda una persona che balla, il suo cervello "balla" e gode della danza. Grazie a questo meccanismo neurale sussiste quindi un'associazione diretta fra la descrizione sensoriale visiva ed uditiva di un atto motorio e la sua concreta esecuzione. Infatti nel momento in cui si osserva un'azione svolta da un'altra persona attraverso l'uso della mani, o dei piedi, o della bocca, vengono attivate regioni del sistema motorio fronto-parietale esattamente corrispondenti a quelle che entrano in risonanza quando l'osservatore esegue azioni simili a quelle viste.Tali meccanismi di rispecchiamento possono essere ben individuati nell'atto musicale, in termini di simulazione, allorchè si proceda nell'apprendimento di tecniche specifiche quali diteggiature, effetti timbrici,..., oppure anche nell'atto di ascoltare un brano musicale, essendo parte attiva del processo sonoro in atto. tale processo si attiva con la capacità di sintonizzarsi empaticamente nell'ambito dell'evento sonoro in atto.

Un aspetto molto interessante della ricerca è proprio quello relativo al ruolo fondamentale dell'empatia: è stato infatti osservato sperimentalmente come nei musicisti che suonano abitualmente in ensamble la corteccia cerebrale si attivi contemporaneamente. Attraverso rilevazioni di risonanza magnetica visualizzate in tre dimensioni i ricercatori hanno messo in evidenza come le variazioni di flusso sanguigno nelle aree cerebrali interessate siano le medesime nei musicisti che regolarmente suonano insieme. L'empatia riveste un'importanza fondamentale nella vita sociale, perchè consente la condivisione delle espeienze e delle emozioni, cosa che avvicina ed unisce le persone. Ciò consente di comprendere come le performances di musicisti affiatati siano di gran lunga più raffinate ed apprezzabili di quelle realizzate da professionisti che solo occasionalmente uniscono le loro competenze. Suonare richiede operazioni fisiche e mentali complesse: dalla decodificazione dei simboli assunti a livello visivo al movimento delle dita in precisa sequenza, con integrazione delle informazioni sensoriali. Ma una performance musicale richiede anche la capacità di trasmettere emozioni. Attraverso l'improvvisazione clinica i ricercatori hanno indagato in merito allo spettro emotivo ed alla comunicazione delle emozioni ed hanno messo in luce come  la percezione e la comunicazione delle emozioni possano essere influenzate dalla manipolazione degli stimoli acustici.

Il significato che gli studi del BRAIN TUNING possono assumere nell'ambito della scuola è che la pratica musicale può essere un'esperienza formidabile per offrire a tutti opportunità di crescita e miglioramento personale, creare motivazione all'apprendimento, unire/consolidare il gruppo attraverso la condivisione delle emozioni.

Fonti: Convegno "Musica & emozione per il bambino"  - 29 giugno 2009    -   Museo della scienza e della tecnologia di Milano
Convegno AsLiCo - Opera Domani  - 24 ottobre 2009  -   Teatro sociale di Como