Musica & arte per ... IL BAMBINO AUTISTICO





"Winnie" è un bambino straordinario.

Due occhioni blu immensi, nei quali ci si perde come in un mare profondo. Un sorriso birichino che conquista.

Winnie è un bambino dolcissimo e affettuoso, gentile ed educato; Winnie è un bambino dalle qualità intellettive e mnemoniche fuori dal comune.

Winnie è un bambino autistico.

Nella classe questo splendido bimbo ha portato gioia, allegria e una grande ricchezza. La sua condizione di difficoltà ha stimolato tutti ed è diventata una motivazione continua a crescere e a migliorare, aiutandosi reciprocamente.

Da Winnie i compagni hanno imparato a dire "scusa" e a chiedere "per favore", a stare correttamente in fila e ad aspettare il proprio turno.

Da Winnie i compagni hanno imparato che tutti i bambini sono speciali, che tutti i bambini possono avere delle difficoltà e che bisogna essere comprensivi e disponibili con gli altri, perchè in ogni momento chiunque può avere bisogno di aiuto ed è bello trovare tanti amici disposti ad offrirlo. Che l'unione fa la forza, perchè l'amore e la disponibilità possono fare il miracolo di superare situazioni che sembrano impossibili. Che con l'aiuto di chi ti vuole bene si scalano le montagne, si sorride e si piange insieme.

Winnie ha creato un gruppo affiatato e solidale: attorno a lui tutti si sono stretti e si sono uniti. Grazie a lui i compagni hanno messo in gioco le loro qualità più sopraffine dando il meglio di sè, formando "LA" prima A, una classe tutta speciale!

Winnie è apparso subito come un bambino dotato di intelligenza vivacissima: ai primi di ottobre già leggeva correttamente, operava calcoli ed enunciava i numeri in inglese. La sua particolarità si manifestava solo nei momenti di intervallo: mentre tutti i compagni giocavano tra di loro, lui disegnava aeroplani e costruiva trenini in solitudine. Memorizzò le prime canzoni con una facilità strabiliante, pur essendo apparentemente assorto e lontano. Il giorno in cui gli misi davanti la tastiera cominciò con naturalezza a trarre combinazioni di suoni, via via più melodiose e ricorsive. Sperimentò con grande interesse tutto lo strumentario Orff, confermandomi la tesi secondo la quale i bambini autistici possiedono una particolare sensibilità verso gli stimoli musicali (Juliette Alvin 1981). Acquisì progressivamente una buona padronanza del ritmo, un buon dominio delle dita sulla tastiera e una certa indipendenza delle mani e delle braccia, palesò una voce gradevole per il canto e memoria per le canzoni.

Nonostante le numerose ricerche in merito, le cause dell'autismo rimangono ancora sconosciute, anche se recentemente si è pervenuti alla sua riconducibilità a cause genetiche, falsificando la teoria classica che i disturbi pervasivi dello sviluppo siano da attribuirsi all'influenza negativa dei genitori (in particolare delle "madri frigorifero": su tutti Bettelheim). Nonostante la lebel di una sindrome comune, ogni soggetto autistico si connota come un caso particolare, a causa della sintomatologia che si manifesta a livelli e gradi differenti; il comune denominatore è rappresentato da gravi deprivazioni a livello comunicativo che inducono una distorsione o addirittura una completa assenza di relazioni. Così egli appare al mondo, a seconda dei casi, come un individuo diverso, uno strambo, un combinaguai, un teppista, un emarginato o un presuntuoso egoista. La sua patologia non gli consente di instaurare valide relazioni emotive e sociali e di inserirsi serenamente nell'ambiente familiare, scolastico, lavorativo.

Quasi tutti i bambini autistici presentano insufficienze cognitive specifiche, generalmente situate nell'area della percezione e del linguaggio: ciò determina l'inapplicabilità di metodi didattici basati su stimolazioni di tipo visivo o su consegne verbali (Rutter). I loro processi di apprendimento passano attraverso la sperimentazione, il "toccare" piuttosto che il guardare o l'ascoltare: la pratica musicale si può quindi qualificare come un valido ausilio, in quanto può essere vissuta ad un livello immediato e concreto, anche senza un'attività di comprensione di processi astratti (Juliette Alvin). L'idea sottesa al presente progetto è quindi di utilizzare la pratica musicale come un tool aggregante di elementi emotivi, mentali e fisici, coinvolgendo il bambino autistico in modo mirato e progressivo, nel rispetto della sua possibilità di tollerare input emotivi ed intellettuali. Ciò, perchè l'esperienza musicale consente di bypassare la valenza simbolica del linguaggio verbale e può offrire all'individuo affetto da disturbo pervasivo dello sviluppo la possibilità di esprimersi con codici alternativi, palesando la propria personalità attraverso strategie espressivo-comunicative unconventional. Lo scopo non è dunque quello di "insegnare musica" o di creare un musicista, ma di sfruttare strumentalmente la musica a beneficio dello sviluppo e della formazione della sua identità personale, finalizzandone la potenza emotiva per superare il caratteristico senso di ansietà e di frustrazione. Nel momento in cui si riesce ad instaurare con il bambino un rapporto basato sul rispetto e sulla fiducia (evitando di originare dipendenza), il suono e la musica possono sprigionare energia creativa ed affrancatrice che egli può poi impiegare e gestire in modo indipendente.

Inoltre la musica può avere un effetto socializzante in quanto, essendo impercorribili per lui i consueti canali interpersonali, attraverso la condivisione dell'esperienza musicale egli può migliorare la percezione del sè, porsi inter pares ed interagire positivamente con le altre persone, rimuovendo i blocchi emotivi e intellettuali che si interpongono fra lui e l'ambiente. La pratica musicale può essere uno strumento per aggregare il gruppo-classe, anche perchè permette di organizzare il comportamento dei bambini: i giochi musicali necessitano di ordine e di strutturazione per non diventare momenti di mera confusione. Posto poi che il bambino autistico è generalmente quasi privo di motivazioni al successo personale e non possiede neppure "il senso dello standard individuale di progresso" (Alvin,1981) si può puntare sulla sua possibile gratificazione a compiacere l'adulto per stimolarlo a migliorare progressivamente le prestazioni individuali e nel gruppo.

Recentemente è stato creato uno strumento musicale denominato ReacTable: si tratta sostanzialmente di un piano touchscreen sul quale, attraverso dei punti sensibili, è possible per il bambino creare e modificare diverse forme di lunghezze d'onda che originano pattern sonori; questo strumento ha trovato una efficace modalità di utilizzo nel coinvolgimento dei piccoli autistici che, compiendo tale esperienze sonore, hanno palesato segnali importanti di evoluzione nell'ambito delle relazioni sociali e nell'attività di relazione con il mondo esterno.

Lavorare con la musica, il movimento, l'imitazione e tutto ciò che ha a che fare con il sensoriale può significare offrire al bambino autistico la possibilità di recuperare l'autostima e la relazionalità, di inserirsi attivamente nel lavoro della classe e di vivere l'esperienza scolastica in modo positivo e produttivo. La musica agevola la comunicazione, in quanto procura la regolarità strutturale della quale necessita il bambino affetto da un disturbo pervasivo dello sviluppo e lavorando all'interno di questa struttura è possibile amplificare le potenzialità di funzionamento della persona. La musica induce piacere, uno stato di benessere e, soprattutto per i bambini "Asperger ad alto funzionamento", può fungere da medium per la comunicazione, sostituendo efficacemente un codice verbale non efficiente, poichè li aiuta nell'attività di organizzazione di una comunicazione già presente, seppur latente.

La musica ha valore educativo in sè, ma per i soggetti autistici assume la connotazione di un vero e proprio benefit fisiologico: studi neurologici realizzati presso il Beth Israel Hospital di Boston hanno dimostrato una modificazione nella struttura del cervello in individui che hanno cominciato a suonare nel periodo dell'infanzia: le fibre del corpo calloso che assolvono al compito di trasferire i segnali da un emisfero cerebrale all'altro risultano del 12% più spesso nei suonatori di tastiera che hanno iniziato la loro esperienza musicale attorno ai sette anni, rispetto a quelli che invece esordiscono in età meno precoce o non suonano affatto (Schlaug, Jancke, Huang, Stagier e Steinmetz, 1995). Alla medesima conclusione è giunto recentemente anche il progetto "Brain tuning", realizzato, da un'equipe internazionale, presso l'ospedale S.Raffaele di Milano (Danilo Spada, 2009): la pratica musicale migliora il cervello!

Sussiste una forte connessione anche tra autismo e arte.

Gli individui affetti da disturbi pervasivi dello sviluppo sono caratterizzati da scarsa empatia con gli altri, asocialità, incapacità di riconoscere ed esprimere le emozioni ed insensibilità nei confronti dei sentimenti altrui. Manifestano scarso contatto oculare, sfuggono lo sguardo e palesano l'incapacità di riconoscere i volti. Tendono a fissarsi sugli oggetti o sui particolari delle cose e difficoltà nella manualità fine. Presentano una tendenza alla ripetizione, alla routine,  all'ossessività.

L'arte può originare proprio da queste tipiche sinestesie e le rappresentazioni espressive, pulsionali ed impulsive, possono fare emergere aspetti della personalità nascosta, senza la mediazione della ragione. L'arte può rappresentare allora uno strumento alternativo e creativo per esprimere se stessi in modo autentico. L'espressione pittorica può aiutare a superare gli ostacoli espressivi e comunicativi indotti dall'handicap, liberando le forze creative. All'interno dei nostri pensieri, dei ricordi, dei sogni, alle immagini è assegnato un ruolo di estrema importanza, perchè esse si correlano alla rappresentazione delle sensazioni: l'arte conferisce a queste immagini l'espressività; al soggetto autistico essa può offrire modalità comunicative efficaci per manifestare ciò che per lui è difficoltoso esprimere. Secondo Lentz infatti "l'arte rimane uno dei modi migliori per capire le persone con autismo" e pertanto le attività grafico-pittoriche-manipolative possono rappresentare un modo per conoscere i bambini disabili inseriti nel contesto scolastico per ciò che sono.

Le attività proposte nel corso dell'anno scolastico sono state volte principalmente ad attivare la creatività, perchè la sinergia degli elementi propri dell'immaginario inducesse lo sviluppo del senso di sè e conducesse ad un'integrazione significativa all'interno del gruppo-classe.

Talvolta proprio le sinestesie sopraccitate hanno costituito un ostacolo all'evoluzione dell'alunno: le forti tensioni emotive proprie del bambino disabile hanno indotto qualche volta gesti compulsivi, ripetitivi ed incontenibili, finalizzati alla distruzione del lavoro svolto. in questi casi si è puntato sul legame affettivo instaurato con l'insegnante per proporre un momento di pausa, di gioco, di distensione, in funzione della dispersione della scarica motoria. Alcune volte l'intervento si è concretizzato in un affiancamento di tipo fisico, consistente nel guidare delicatamente il gesto grafico del bimbo, sovrapponendo la mano dell'adulto alla sua. Altre volte, nel caso di forti crisi accompagnate da pianto, il lavoro è stato momentaneamente abbandonato e sostituito con un contatto privilegiato ed esclusivo, con abbracci e carezze, che il bambino sembrava in quel momento richiedere e gradire,

La particolare forma di autismo di Winnie gli ha consentito di raggiungere un livello di espressività notevole; egli ha conseguito con una certa sicurezza la padronanza degli strumenti e dei colori, che utilizza ormai agevolmente, arrivando ad operare scelte motivate ed eseguire sequenze di colori secondo criteri preventivamente stabiliti. Inoltre è pervenuto all'acquisizione di un corretto schema corporeo, essendo in grado di disegnare con una certa precisione la figura umana ed il viso.

Tutto ciò premesso, l'obiettivo del presente progetto si è sostanzialmente concretizzato nel determinare, attraverso l'esperienza musicale ed artistica, un approccio positivo tra il bambino e l'ambiente scolastico, al fine di stimolarlo efficacemente ed indurre benefiche modificazioni dirette al conseguimento del successo e del benessere personale, implementando attività strutturate molto semplici, su base percettiva concreta.

 

In allegato: STRUMENTO DIDATTICO "Percorso di giochi musicali per il bambino autistico".

 





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